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 Sala del Consiglio

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Maatis

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MessaggioTitolo: Sala del Consiglio   Lun 31 Dic 2012, 17:21

In questa suntuosa sala dentro il Palazzo Ducale il Doge, insieme al Consilium Sapientes prende le decisioni più e meno importanti che vedono come oggetto il fututo e la stabilità della Serenissima Repubblica.
A queste riunioni partecipano il Doge e i suoi Consiglieri personali, ma in casi particolari possono prenderne parte anche terzi, unicamente invitati dal Doge in persona

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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Mar 01 Gen 2013, 15:21

Pian piano tutti i consiglieri entrarono nella sala, ognuno si avvicinava alla sedia che era sua ormai quasi di diritto. L’unico già seduto era il Doge, abbastanza serioso, e con lo sguardo perso altrove non faceva minimamente caso a tutto quel camminare. Una voce lo riportò alla realtà, uno dei consiglieri.
“Doge, siamo pronti a cominciare”
Il Doge lo guardò dritto negli occhi, e con un cenno affermativo della testa disse
“Bene, sedetevi…ci sarà molto da discutere oggi”
Con queste parole tutti i consiglieri si apprestarono a sedersi, al Doge sembrò anche di percepire qualche sbuffo, ma ci diede poca importanza.
“Il primo punto della riunioni, miei consiglieri, è la discussione del progetto di costruzione di un nuovo porto, a Trieste”
Un piccolo brusio si levò, ma il Doge lo mise a tacere con un occhiataccia
“Se avete qualcosa da dire, Bernardo, ditelo a tutti”
Bernardo era uno dei più vecchi consiglieri del Doge da poco morto, e lo stesso Tommaso d’Araldo lo volle con sé, avendone sentito parlare con molti elogi.
“Mio Doge…come sapete abbiamo da poco finito la costruzione del porto a Ragusa, le nostre casse ne hanno risentito, un nuovo progetto di queste dimensioni potrebbe portare a delle spiacevoli conseguenze”
“Lo so, ma non possiamo rimanere a lungo in questa situazione di stallo, vi sarete accorti voi tutti, credo, che i confini della Serenissima ormai sono stretti al popolo”
Una piccola pausa prima di ricominciare “La nostra forza è sul mare, sarebbe inutile puntare tutto sulla terraferma”
“Siamo d’accordo, mio Doge” disse un altro consigliere “ma la costruzione di un nuovo porto, così rapidamente ci lascerebbe senza fondi per una rapida difesa” si morse leggermente il labbro “Non mi fido molto degli altri popoli”
“Nessuno si fida ancora di nessuno mio caro Uberto, I Regnanti sono diffidenti, e come lo sono tra di loro lo sono anche con noi. In ogni caso dobbiamo agire velocemente, qualunque cose vorremo fare, dobbiamo agire velocemente. In ogni caso…mi pare di capire che il Consiglio non sia d’accordo con la costruzione di un altro porto, è corretto?

Rispose nuovamente Bernardo “Sì, mio Doge, penso di poter parlare per tutti” Guardò velocemente gli altri consiglieri, ma nessuno parlò “Non lo riteniamo opportuno”
“Bene, il primo punto è stato chiarito. Ora…” e indicò ad un paggio di portargli qualcosa. “Signori, è inutile ricordare come la nostra posizione ci veda minacciati da popoli molto potenti; A Nord e ad Ovest dal Sacro Romano Impero, mentre ad Est dal Regno d’Ungheria”
Tutti ascoltarono con grande attenzione, nessuno fiatò mentre il paggio portò delle grandi mappe che raffiguravano tutto il mondo conosciuto. Tutti ora fissavano le mappe tranne il Doge che si alzò per avere una più chiara visione di tutta la carta.
“Miei Consiglieri, è giunto il momento di rendere grande la Serenissima, dobbiamo avere dei piani d’azione sempre pronti, è ora di farci sentire contro gli altri Popoli!”
“Doge, vuole…vuole entrare in guerra?”
A parlare fu un terzo consigliere
“Non ancora, non subito, ora ci occuperemo di stringere accordi ed alleanze, ma signori, io vi dico che è ora di preparare qualcosa, ma per farlo ho bisogno della vostra convinzione, per la Repubblica!”
I consiglieri si guardarono per un momento poi uno ad uno esclamarono “Per la Repubblica, Viva San Marco!”.
L’ora dei preparativi era giunta.

In seguito il Doge sperava di ricevere due distinte visite…
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MessaggioTitolo: incontro alla Sala del Consiglio della Serenissima Repubblica di Venezia   Mar 01 Gen 2013, 20:01

Siamo giunti at Sala Consiglio della Serenissima Repubblica di Venezia e qui, insieme alla delegazione del Sacro Romano Impero, siamo stati accolti da personaggi espressamente delegati dal Doge. A costoro abbiamo mostrato al lettera di invito del Doge e quindi abbiamo lasciato il nostro messaggio di arrivo.
Restiamo in attesa di essere ricevuti dal Doge di Venezia
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Mar 01 Gen 2013, 21:15

All'arrivo della delegazione imperiale tutti i paggi del Palazzo Ducale si misero in moto per rendere il tutto perfetto. Fanti armati aggiuntivi furono disposti per tutto il perimetro del Palazzo sia interno che esterno.
"Papà, papà ci saranno amichetti con cui parlare?"
"Non lo so ragazzo mio, non lo so, ma tu ricordati tutto quello che ti ho detto


Così il Doge, la moglie, e i figli scesero nella sala principale dove era stata portata la Delegazione Imperiale. I consiglieri erano stati inviati già tutti nella sala delle udienza. Una volta arrivati dalla delegazione il Doge si presentò
Benvenuti a Venezia e al Palazzo Ducale, Imperatore, è un onore per noi ricevervi. Se volete seguirmi andremo a parlare in privato, la mia famiglia porterà la vostra delegazione verso le sale loro predisposte.
Così dicendo si apprestò a salire le scale per dirigersi verso la sala delle udienze.
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Mer 02 Gen 2013, 09:50

La Sancta Urraca, partita giorni prima da Lisbona, è arrivata già nell'Adriatico. Ha i vessilli del Portogallo unitamente a quelle della cotea di Boulogne. La prua fende le acque del mar Adriatico. An accompagnarla altre due navi di "scorta". Venezia si staglia poco più avanti. La navigazione andò liscia. San Giorgio ha benedetto il viaggio. Il re Alfonso III ha lasciato al figlio Dionigi la reggenza del regno. Malgrado Venezia sia una repubblica la questione necessita della sua presenza.
<<Terra à vista!>> esclama la vedetta della Sancta Urraca mentre la città spunta dalla bruma come un fiore dalle nevi al principio della primavera.
<<Jogue os chifres (suonate i corni)>> così la voce possente della real maestà Alfonso III ordina al capitano della nave reale per avvertire che stanno arrivando.

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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Mer 02 Gen 2013, 10:13

Mentre il Doge saliva con l'Imperatore, in un luogo vicino tutto era in fermento
"Fanti veneziani! State pronti, il Re è arrivato!"
Furono quei corni suonati che portarono l'attenzione sulle navi battenti bandiera portoghese. Erano già state data dal Doge in precedenza le istruzioni. Portare direttamente il Re al Palazzo Ducale, il tempo delle visite sarebbe venuto in seguito. Fecero attraccare tutte le navi vicine e i soldati aspettarono tutti a terra. Una volta che sarebbero scesi lo stesso capitano avrebbe esclamato.
"Ave, Maestà, la Serenissima aspettava il vostro arrivo. Il Doge vi attende al Palazzo Ducale, se volete seguirmi con la vostra delegazione"
Durante il tragitto avrebbe spiegato anche poi che era richiesta la lettera d'invito del Doge per poter entrare, e che all'ingresso avrebbero dovuto lasciare tutte le armi.
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Mer 02 Gen 2013, 12:00

Le tre navi giunsero in breve tempo grazie al vento favorevole. Le vele bianche col blasone reale, sembravano, gonfiate dal vento, come gabbiani in volo. Il capitano della nave reale diede disposizioni per lo sbarco mentre uno dei paggi avverti la reale maestà.
Il re, sempre compassato, annuì. La Sancta Urraca si accostò alla banchina della piazzetta S. Marco mentre il Palazzo Ducale osservò i nuovi giunti. Con un certo piacere dal castello di poppa, re Alfonso III notò che il doge aveva già predisposto tutto per il suo arrivo. Due guardie dalla nave si posizionarono ai due lati della rampa. Alfonso III attraverso la rampa e mise piede a Venezia. Indossava, il re, una Gonnella in velluto cremisi con orlo in pelliccia di ermellino. Un mantello porpora, attaccato alle spalle da due fibule in oro, copiva le spalle larghe del re, che malgrado la sua età mostrava ancora un certa possenza.Sul capo la corona in oro con zaffiri e altre pietre preziose. Non portò spade per non sembrar bellicoso.<<Noi, siamo felice di metter esser ricevuti nella vostra Libera Città>>esordì il re con quell'italiano con una flessione gergale tutta portoghese.
Sua maestà seguì la delegazione della Serenissima mentre all'udire le disposizioni, la suo segretario fece cenno di consegnare la missiva del Doge. Poi ai nobili del suo seguito<<Você ouviu? Entregue armas (Avete sentito?Consegnate le armi)>>in tono imperioso. Al re non si disubidisce mai.<<Fate strada>>disse al delegato del Doge per poi attendere di esser annunciato al suo signore.
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Mer 02 Gen 2013, 12:34

Percorso tutto quel breve tratto di strada scortati dalle guardie veneziane, il capitano esordì "Maestà, siete arrivato al Palazzo Ducale, verrete scortato dentro fino al luogo d'incontro"
Detto questo chiamò a raccolta i fanti e si allontanò.
All'interno un paggio accolse la delegazione portoghese e prendendo in mano l'invito fece segno alla sua sinistra
"Maestà, la sua delegazione può raggiungere la Sala Comune, lì troveranno la famiglia del Doge e la delegazione imperiale...voi invece seguitemi"
E così venne reso noto che la delegazione del Portogallo non era l'unica a trovarsi al Palazzo. Il paggio salito fino alla Sala delle Consiglio si rivolse con poche parole ad una guardia che con un cenno della testa entrò in una saletta. Ne uscì poco dopo e rivolgendosi direttamente al Re disse con poche parole "Maestà, vi stanno aspettando"
Intanto il paggio tornò a scendere le scale mentre la guardia teneva aperta la porta per la Sala del Consiglio.
All'interno il Doge annunciava il Re "Consiglieri, Imperatore, accogliamo il Re di Portogallo, l'ultimo membro di questa riunione"
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Mer 02 Gen 2013, 14:55

E attraversò Piazzetta S. Marco il re e la delegazione portoghese in breve tempo. Entrarono nel Palazzo, cuore pulsante della repubblica.
Ascolto il re il delegato del Doge<<Buon prosieguo, messere>>proferì il sovrano mentre ora un paggio veneziano accoglie tra le sue mani l'invito del Doge<<Vá para a sala comum. Eu vou pelo Doge (Andate nella sala comune. Io andrò dal Doge)>> poi al paggio<<Vi ringrazio, messere>>il tono del sovrano era sempre compassato malgrado non potè con un sorrisetto esprimere compaicimento per la presenza della delegazione dell'Augusta Maestà, alleato commerciale del Portogallo<<Ah, messere>>rivolto al paggio del Doge<<nella stiva della São Jorge, la nave di scorta, vi sono 50 botti di porto, potreste farle scaricare?>>pur sembrano una richiesta è invero quello del sovrano un ordine. Ecco che il paggio sparì per qualche attimo. Sbucò da una porta<<Molto bene>>indi si apprestò ad entrare nella sala passando davanti una guardia. Un passo dopo l'altro eccolo oltrepassare la porta della sala del consiglio.
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Ven 04 Gen 2013, 19:50

Buonasera a tutti onorevoli colleghi.
Mi scuso anzitutto per lo mio ritardo ma differenti et improrogabili problemi mi hanno costretto ad essere poco partecipe finora.
Dapprima volevo chiedere a sua Eccellenza Serenissima il Doge il motivo di codesta graditissima convocazione, dopodiché sarò io ad esprimere il mio sentimento.
Approfitto inoltre per salutare il degno rappresentante dell'amico Regno di Portogallo
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Ven 04 Gen 2013, 20:38

Il Doge guardò tutti i consiglieri uno ad uno, poi l'Imperatore, e infine il Re di Portogallo. Si alzò dalla sedia per parlare meglio "Signori, innanzitutto vi ringrazio per essere giunti a me, e vi assicuro che verrò a visitare a breve le vostre terre, così come gesto d'amicizia. Dovrete perdonarmi se ora però non mi dilungherò in molte parole di ringraziamento, ma come avrete capito vi ho chiamato qui per una questione precisa." Fissò uno dei Consiglieri, poi tornò a parlare senza un interlocutore unico "Io vi chiedo a nome della Serenissima Repubblica di Venezia di poter contare sul vostro supporto in caso che essa venga minacciata da un qualunque popolo straniero, in cambio vi doniamo lo stesso privilegio. Questa richiesta la pongo distintamente all'Imperatore del Sacro Romano Impero e al Re di Portogallo, ciò non implica quindi nessuna alleanza fra i vostri due popoli, anche se a mio avviso un'alleanza trilaterale ci porrebbe in una buona ottica verso gli altri Regni." Tornò a sedersi, aspettando delle decisioni da entrambi gli ospiti, poi sarebbe venuto il momento di portare la discussione su altri piani.
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MessaggioTitolo: allleanza trilterale   Ven 04 Gen 2013, 22:54

ringrazio il Doge per la chiarezza e l'immediatezza della proposta che è quella che mi aspettavo e speravo.
Sono d'accordo in toto con quanto richiesto dal Doge circa l'alleanza trilaterale che ci consentirebbe di difendere i nostri territori e, magari, di ambire a nuove conquiste da poter dividere, sempre nel rispetto della Santa Romana Chiesa e di quello di eventuali avversari.
Per quel che concerne il Sacro Romano Impero saremmo dell'avviso di stringere decisamente una alleanza trilaterale
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Sab 05 Gen 2013, 11:44

Io re entrò nella sala. Non era solo ma chi interessava era lì ossia l'augusta maestà imperiale e sua grazia il Doge di Venezia, pardone di casa <<Buondì ai convenuti>>china il capo verso Imperatore<<Augusta Maestà>> e poi lo stesso al doge<<Doge>> infine si sedette sullo scranno. Si curamente non erano lì per giocare a carte. Osservò il sovrano del Portogallo il Doge mentre ei parlava. Annuì al dire del padrone di casa. Le mani pose sotto il mento a mò di gesto da orante<<Convengo pure io. Una triplice allenza mi par cosa degna inquanto potrebbe inibire le eventuali nazioni da atti agressivi>>una pausa per inspirare e poi seguitare verso il Doge e l'Imperatore<<Le navi e i soldati portoghesi sono avostra disposizione. Come sovrano di una regno in cui molto arriva dal commercio, non posso auspicare che la pace duratura>> proferisce con una certa sincerità. Ora la schiena porta rasente lo schienale dello scranno <<Un'allenaza potrebbe risultare fruttuosa>> anche perché visti i precedenti con la Castiglia quando Alfonso III era più giovane, il Portogallo non è molto tranquillo in senso bellico.
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Sab 05 Gen 2013, 12:51

Nel frattempo, mentre i tre regnanti discutevano sui piani dei loro stati entra in gran fretta un messaggero. Arriva alle porte del palazzo ducale, ma viene fermato dalle guardie veneziane, a così l'uomo inizia a gridare: "Lasciatemi passare! Sono un messaggero dello Stato Pontificio, vengo direttamente da Roma. Devo consegnare una lettera del Cardinal Ultor alla sala del consiglio, lasciatemi passare altrimenti sarete tutti intendetti!!!". Le guardie decisero quindi di lasciarlo passare e andò a passo svelto verso la sala del consiglio. Entrò nella stanza mentre i tre governati stavano discutendo del futuro dei loro popoli. Il Doge Tommaso d'Araldo chiese al messaggero con voce possente"Chi è lei, e cosa ci fa qui!? Non vede che siamo impegnati su una questione della massima importanza!?", e l'uomo rispose con un po' di fiatone" Mi manda per consegnarvi una lettera il... Cardinal Camerlengo Ultor! Siete pregati di leggerla.". Subito dopo il messaggero legge la lettera:

Al Doge Tommaso D'Araldo, al Kaiser Cosimus I e ad Alfonso III di Portogallo.
Siete invitati alla Santa Sede per comunicare eventuali vostre decisioni, come per esempio avversità tra i vostri popoli o alleanze tra i vostri regni. Comunque sia, per qualsiasi vostra decisione presa qui oggi, per essere ufficializzata dovrete recarvi alla Corte Papale. Siate strumento per la Pace di Nostro Signore Gesù Cristo. E la benedizione di Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo, scenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

L'Illustrissimo Cardinal Ultor.


Ultima modifica di Ultor il Sab 05 Gen 2013, 13:09, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Sab 05 Gen 2013, 13:01

Il Doge guardò tutti i presenti con un sorriso velato sulle labbra "Ottimo, è con gioia allora che posso affermare che qui, oggi, nasce l'alleanza imperiale-portoghese-veneziano, chiunque minacci solo uno dei nostri territori dovrà combattere simultaneamente contro tutti i nostri eserciti e le nostre flotte. E allora si renderà conto dell'errore che avrà commesso" Compiaciuto continuò rivolto ad un suo consigliere "Bernardo, preparate tutte le carte accuratamente, quando avrete finito firmeremo il tutto. Ora, miei Signori, è ora di progettare, sia piani di difesa che piani di ipotetiche invasioni. Sarò franco con voi, il mio popolo sta rendendo meno di quanto possa fare, la causa sono i nostri territori, sono troppo pochi, la popolazione sta aumentando ma i terreni rimangono quelli che sono.
In ogni caso lascio a voi la scelta su cosa discutere prima, difesa od invasione?

Era un uomo diretto il Doge, e da quanto aveva capito anche i suoi nuovi alleati lo erano, meglio così, avrebbero potuto parlare molto chiaramente.
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Sab 05 Gen 2013, 13:08

Il messaggero rispose:"Bene, quando avrete preso tutte le vostre illustri decisioni ci rivedremo alla Santa Sede, Sua Santità Chioccilo vi aspetta a braccia aperte. Intanto io vi lascio continuare la discussione, torno a Roma. Dio vi benedica". Il messaggero uscì dalla sala per tornare al servizio del Cardinal Ultor.
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Sab 05 Gen 2013, 13:21

Mentre aspettava che i Sovrani decidessero, il Doge preso atto della lettera rettificò a Bernardo cosa fare Bernardo, preparate anche un'altra copia della carta dell'Alleanza e preparate tutto quello che occorre, quando avrò finito qui partirò per Roma per far benedire la nostra alleanza, cosicché possa essere sotto la Gloria di Nostro Signore. Partirò io così non terremo il Re di Portogallo e l'Imperatore del Sacro Romano Impero ancora lontani dalle loro corti." date quelle ultime disposizioni aspettò decisioni da parte dei Sovrani
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Sab 05 Gen 2013, 14:00

Il sovrano del piccolo regno di Portogallo posò i gomiti sul tavolo pronto per parlare quando un messo pontificio irruppe nella stanza. Cosa mai può volere la Santa Sede da loro tre? Sperò non una scomunica, viste le conseguenze per un sovrano. Poi Alfonso III deveva tanto , forse troppo al papato, non vorrebbe inimicarselo. Prima però è meglio il vovrano si pose in ascolto, posando sul messo lo sguardo. Attese cosa lui voleva. Dopo il messaggio un sorriso gli si disegnò sul volto. Sembrò che la Santa Sede era con quella triplice alleanza.
Osservò il messo andar via. Poi l'attenzione del sovrano si rivolse sul Doge. <<Vostra Grazia, siete una persona che non gira intorno alla questione>> ammise. << Io opterei per la difesa. Putroppo il Portogallo ha sempre sul collo un certo regno>>il tono era vagamente allusorio. <<Ma se gli alleati del Portogallo vogliono attaccare il Portogallo è con loro>> fece una pausa per seguitare << In caso di attacco il porto di Lisbona e tutte le miei navi e uomini sono con l'Augusta Maestà e con Vostra Grazia. Se volete attaccare dipende chi>>
Poco dopo posò le spalle nuovamente allo schienale lasciando le mani adagiarsi sulla tunica che Alfonso III indossava in quella circostanza. La mente sua era in Portogallo. Aveva lasciato gli oneri a suo figlio Dionigi. Sperò di non trovare la bandiera castigliana sventolare su Lisbona.
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Sab 05 Gen 2013, 19:29

Alla luce di quanto detto ed alla Triplice Alleanza io intanto propongo un brindisi con un vino puro delle terre di Toscana che, "casualmente", ho portato con me.
Che Iddio benedica la nostra alleanza.
Per quanto riguarda i piani d'invasione io sarei per mantenere la pace almeno fino alla fine dell'anno poi, sicuramente, sarà il caso che noi ci si incontri privatamente per discutere eventuali strategie, altrimenti tutto sarebbe fin troppo alla luce del sole.
Ovviamente sarà diverso se cicchessia decidesse di attaccare uno qualunque dei nostri territori: allora saremmo una forza unica ed invincibile a difesa dei territori e alla conquista di quelli di eventuali stranieri che osassero recar danno alle nostre genti imperiali, veneziane e portoghesi!
Per intanto direi di aderire alla richiesta del Pontefice e di partire, tutti e tre senza indugio per recarci alla corte del Papa, chiedere udienza e ratificare la nostra Triplice e Santa Alleanza.
Se siete d'accordo mi proporrei per scrivere a Sua Santità e chiedere udienza
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Sab 05 Gen 2013, 19:52

Il Doge ascoltò prima il dire del Re del Portogallo. Fece cenno di sì ad ogni sua affermazione, ascoltando il tutto molto attentamente "Maestà, la vostra fedeltà sarà ricambiata con l'appoggio delle nostre navi e dei nostri uomini, purtroppo non posso concedermi il lusso di chiacchierare amabilmente, il mio popolo merita tutta la mia efficienza, spero che questa mia fretta però non sia malvista da vostra grazia. In ogni caso, non dovete preoccuparvi, potete parlare apertamente, voi vi stavate riferendo al Regno di Castiglia, nevvero? Attualmente vi rendo noto che la Serenissima non sembra avere nemici aperti, quindi potremmo anche impegnarci in una guerra più vicina ai vostri confini se questo stranieri vi invadessero" ascoltò poi le parole dell'Imperatore "Bene, allora propongo un anno di tranquillità, alla fine del quale ci incontreremo di nuovo e decideremo cosa fare, per il momento resteremo comunque in contatto epistolare. Imperatore, per noi non c'è nessun problema, affinché rispondiate voi, vi accompagnerò volentieri. Allora saremo felici di poter brindare col vostro famoso vino toscano, dobbiamo ringraziare che ci siano ancora delle coincidenze così fortunose.
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MessaggioTitolo: Re: Sala del Consiglio   Sab 05 Gen 2013, 21:11

Restò il re così, seduto sul suo scranno in attesa di altre parole, quelle importanti. Che si era giunti alla decisione di firmare il patto di alleanza era un dato di fatto. Gli occhi castani vagarono come due api dall'imperatore al doge.
<<Che Deus ci benedica>> proferì il sovrano portoghese. Dentro il cuore meditò di farla pagare alla Castiglia. Gli stà antipatoco quel regno anche se sua madre era castigliana. I fatti dell'Algarve non li dimenticò Alfonso III.
Al dire del Doge il sovranò annuì tetramente<<Esattamente, vostra grazia>> Si voltò verso l'imperatore. L' Augusto Sovrano convenica con lui. Non attacre battaglia troppo presto e senza una strateggia <<Augusta Maestà, convengo che le guerre improvvisate diventano massacri>> Poteva il Portogallo non offrire il suo Porto? <<Vostra Grazia, qualora voleste bere del vino portoghese, basta chiedere al vostro ciambellano. Ho dato disposizioni perché vengano scaricate le 50 botti di vino Porto>> Sorrise del dire ciò. Re Alfonso mai si allontana dal Portogallo senza una necessaria scorta di vino portoghese.<<Allora fra un anno... putroppo devo far rietro in Portogallo la più presto. Ho lasciato l'Infante come reggente>>con ciò si alzò dallo scranno<<Alla nostra alleanza, dunque>>chinò il capo<<Vostra Grazia, vi ringrazio per l'ospitalità nella vostra città libera>> gli sembrò strano aver messo piede in un posto che era una repubblica.<<Altezza Imperiale, ringrazio pure voi, erede dei Cesari, per aver accettato di far parte del consesso... i miei omaggi>>un inchino teatrale quasi fece nel congedarsi.
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